Stage 2005

STAGE di yoga 2005 …. abbiamo parlato di:

 

COMUNICAZIONE NON VERBALE MENTE/CORPO/EMOZIONE

 

ASSE MENTE-CORPO

 

Evoluzione dell’aspetto cognitivo combinato alla maturazione fisica-Neurofisiologica

 

ASSE CORPO-EMOZIONI

 

Interpretazione del corpo e del linguaggio come espressione del mondo emozionale

 

COMUNICAZIONE

 

Le persone comunicano quando, utilizzando tutte le modalità espressive di cui dispongono, entrano in contatto fra loro.

La comunicazione è un terreno dell’incontro e del collegamento, ossia un processo di scambio di informazioni e di influenzamento reciproco

 

ANALOGICO VS DIGITALE

 

Nell’interazione di ogni giorno non comunichiamo soltanto attraverso il contenuto espresso nelle parole ma veicoliamo anche emozioni, intensità e passioni attraverso la cadenza vocale,
le posizioni del corpo, lo sguardo. Possiamo suddividere i segnali in due tipi:

 

SEGNALI ANALOGICI: postura, mimica, gestualità, distanza, voce e tono

SEGNALI DIGITALI: le parole

 

COMUNICAZIONE INTERPERSONALE

Mentre il messaggio verbale trasmette soprattutto informazioni e contenuti, il messaggio non-verbale analogico definisce la natura della relazione, confermando o smentendo le informazioni verbali. L’associazione di diversi segnali analogici può definire il grado di coinvolgimento emotivo manifestato nell’interazione.

 

LA COMPONENTE CORPOREA

Le forme espressive del corpo vivono di vita propria e si attivano, quasi sempre, al fuori del controllo cosciente. Quando proviamo un’emozione all’incontro con una persona, il corpo manifesta quello che sente con la scelta di una postura, di una distanza, di un colore della pelle. I segnali partono dal nostro corpo e sono interpretati dal cervello di chi li riceve in modo del tutto inconscio.

 

Questo PROCESSO CIRCOLARE costruisce la cornice di senso che accoglie la conversazione fatta di parole. Capire i meccanismi che regolano la comunicazione non verbale significa entrare nel cuore del comunicare, aprire la strada a quel mondo sconosciuto di messaggi che sono al di là della nostra sfera di conoscenze consapevoli. siamo portati a leggere ed interpretare ogni messaggio, anche se verbale, nella doppia valenza:

 

SEMANTICA, per essere informati di qualcosa

CORPOREA per sapere come dobbiamo interpretare il messaggio stesso dal punto di vista delle intenzioni/emozioni del comunicante.

 

Tra chi parla e chi ascolta si instaura un complesso circuito di messaggi corporei che informerà non riguardo il sapere dell’uno e dell’altro ma riguardo il reciproco stato emozionale nei confronti dell’argomento del sapere.

 

Molti sostengono che quello che più conta nel processo comunicativo è la sostanza, ovvero le informazioni ed i contenuti espressi; non bisogna dimenticare però che è proprio la FORMA a “confezionare” i messaggi e ad attribuirgli significato.

 

Tra ciò che esprimo con le parole (segnali digitali) e ciò che esprimo con il corpo (segnali analogici) vi può essere congruenza o incongruenza.

 
 

LA CONGRUENZA TRA I DUE PIANI (CONTENUTISTICO E RELAZIONALE) CONVINCE

L’INSICUREZZA PORTA ALL’ INCONGRUENZA E DUNQUE A NON ESSERE CREDUTI

UNA BUONA DINAMICA DELLA RELAZIONE TRA GLI INTERLOCUTORI FACILITA LA COMPRENSIONE

 
 

SI POSSONO DISTINGUERE 5 CATEGORIE DI SEGNALI DEL CORPO:

 

LA POSTURA

 

Si può definire come la posizione del corpo caricata di significato per l’altro; è utilizzata a livello semicosciente e riferisce del proprio stato emotivo in rapporto all’altro

 

A: Atteggiamento aperto

B: Atteggiamento chiuso

A: “supponente”

B: aperto

C: Atteggiamento di nullità

 
 

LA MIMICA

 

IL VOLTO PUÒ VENIRE SUDDIVISO IN TRE ZONE ESPRESSIVE

 

FRONTE

 

PIEGHE ORIZZONTALI: l’attenzione attratta da qualcosa
 
PIEGHE VERTICALI: concentrazione dell’attenzione su qualcosa

 
 

LO SGUARDO

 

Anche se la sua importanza, come quella delle altre componenti del linguaggio corporeo, ci
sembra ovvia, lo sguardo ha un proprio tono che esprime non ciò che si vede, ma il proprio
stato emozionale rispetto al vedere.

 

I MOVIMENTI OCULARI

 

Se la persona accede alla memoria visiva muove gli occhi in alto alla sua sinistra
Se crea immagini visive muove gli occhi in alto alla sua destra (può voler dire che mente)
Se accede a ricordi uditivi muove gli occhi alla sua sinistra
Se crea “immagini” sonore muove gli occhi alla sua destra
Se ha un dialogo interno muove gli occhi in basso alla sua sinistra
Se pensa a sensazioni cenestesiche muove gli occhi in basso alla sua destra

 

LA BOCCA

 

I segnali della bocca, in base alle pieghe, agli angoli, alle chiusure delle labbra, non solo sono
molto intuitivi e generalmente riconoscibili, ma in diretta connessione con zone cerebrali, per cui (ad esempio) se assaggio qualcosa di amaro, meccanicamente le mie labbra assumeranno l’aspetto definito “amaro”. Se sorridiamo forzatamente per qualche decina di secondi lo stato d’animo risulterà relativamente migliore e poi il sorriso più naturale.

 

LA GESTUALITA’

 

I movimenti delle mani e delle braccia agiscono emozioni, oltre che azioni; più nella comunicazione sono coinvolti emozioni e sentimenti, più intensi e frequenti saranno i gesti

 

APERTURA/CHIUSURA In una persona i mutamenti si possono osservare dai movimenti delle braccia se sono in posizione difensiva di chiusura o aperte e rilassate (es. braccia conserte e testa incassata fra le spalle o una mano davanti alla bocca). Rappresenta la gestione dello spazio intorno a sé (spazio personale) e in relazione all’altro.

 

SPAZIO PERSONALE: è definito come quell’area dai confini invisibili attorno al nostro
corpo. Solitamente è di circa 60 cm. La distanza fisica tra noi e gli altri comunica la distanza sociale e relazionale.

 

Lo SPAZIO PERSONALE, attraverso il quale regoliamo la distanza dagli altri, non è fisso ma dipende da diverse variabili (età, personalità, sesso, cultura).

 

La distanza che frapponiamo tra noi e le altre persone fornisce informazioni sulle caratteristiche intensive (forte o debole) e qualitative (positive o negative) di un’interazione sociale, sia ad un osservatore esterno che ai partecipanti stessi.

 

Lo spazio personale è un dato di natura, mentre la sua dimensione e il suo valore di intimità sono dati di cultura e quindi variano: l’infrazione alle regole “prossemiche”, cioè alla grammatica che regola la distanza interpersonale, può far interpretare come aggressivi e invasivi dei movimenti di avvicinamento che non hanno questo significato nella cultura di chi li ha compiuti.

 

Per riuscire a sentirsi in armonia con gli altri può essere utile prendere coscienza del proprio rapporto con lo spazio personale ed allenare la nostra sensibilità a riconoscere le esigenze di coloro che ci stanno intorno.

 

LA VOCE E IL TONO

 

La voce e tutti i tratti paralinguistici: la velocità dell’eloquio, il volume, il ritmo ed eventuali espressioni sonore prive di contenuto verbale (riso, sospiri…) sono messaggi sullo stato emotivo di chi parla.
Voce e tono fanno da “criterio di verità” in rapporto a quel che si dice e possono inficiare o confermare il messaggio linguistico vero e proprio.

 

Spesso è più importante il tono e non il contenuto per mettere a proprio agio l’interlocutore, o per sedurre o per convincere.

 

IL RITMO E LA MELODIA

 

Il ritmo con cui si parla non ha quasi alcun valore informativo, ma viene notato subito (spiacevolmente) quando non corrisponde alle aspettative, mentre la melodia dell’eloquio contiene numerose unità informative sia sul piano del contenuto sia su quello della relazione.

 

Nella comprensione è un fattore importantissimo la VELOCITÀ dell’eloquio.

 

Una notizia a noi nota e da noi già ripetuta la pronunciamo relativamente più veloce.Una
notizia ignota per essere appresa bisogna che sia pronunciata relativamente più lentamente.

 

Sembrerà strano un elogio della LENTEZZA in questo periodo di rivoluzione digitale, dove la comunicazione viaggia alla velocità della luce, dove il passato ed il presente sono perennemente annullati dal futuro.

 

In effetti però, travolti dalla velocità rischiamo talvolta di disperdere energie sane che hanno bisogno di qualche pausa di riflessione, se non altro per “vivere in maniera presente” il qui ed ora, assorbendolo e poi “metabolizzandolo” anche (ma non solo) in relazione a ciò che è stato ieri e a ciò che sarà domani.

 

Spesso nella vita il percorso, le tappe intermedie, i progressi momentanei e quotidiani, a volte impercettibili ad osservatori esterni, contano di più, sono più significativi per la crescita psico-fisica ed emotiva…a dispetto del risultato finale, concreto, tangibile e misurabile.

 

L’EFFETTO PIGMALIONE

 

La situazione comunicativa si contratta dalla definizione di entrambe le parti attraverso la proiezione di quella che si ritiene essere la reale situazione comunicativa.

 

Il passaggio di informazioni nel processo comunicativo e’ di fondamentale importanza ma…attenzione aigiudizi, anche se inespressi verbalmente e all’effetto pigmalione.

 

Per poter meglio comprendere i “CIRCUITI COMUNICATIVI” che viviamo e ancor prima di saper ricevere i messaggi emessi dalle altre persone, “leggendo” e “comprendendo” il loro linguaggio corporeo,dovremmo cercare di conoscere le nostre modalità corporee di espressione;

  

DOVREMMO “SAPER COMUNICARE” ATTRAVERSO IL NOSTRO LINGUAGGIO CORPOREO.