Pranayama

PRANAYAMA e RESPIRAZIONE

 

Prima di poter parlare di esercizi di pranayama è doveroso chiarire bene i concetti ad esso legati, quali la parola PRANA, che deriva da PRA – AN (respirare, inalare), ed indica il soffio vitale che pervade il corpo e lo anima, è la somma totale di tutta l’energia manifesta nell’universo, quindi proprio per questo motivo il Prana è il principio vitale universale.

I processi di creazione, vita, morte, e tutte le funzioni organiche (consce e subconsce), sono resi possibili dal fluire del prana.

Il Prana è il principale elemento di raccordo tra il corpo materiale e il corpo sottile, la circolazione avviene attraverso condotti “sottili” (non percepibili ai sensi), chiamati NADI parole che deriva dalla radice NAD che letteralmente significa: “ciò che corre, movimento”.

 

IDA

E’ la Nadi di sinistra, associata alla luna, al femminile, fredda, pallida, chiamata anche Chandra Nadi (nadi Lunare) è il Tha di HATHA YOGA, lo Yin, è Tamas.

E’ in relazione con il principio della creazione, la sua divinità è la Luna. Ha un’andamento sinusoidale, dal Muladhara incroci Susumna presso ogni chakra e sfocia nella narice sinistra e corrisponde al ganglio simpatico di sinistra.

SUSHUMNA

da e Pingala scorrono ai lati di Sushumna, il cui corrispettivo è il midollo spinale. Sushumna, la Nadi centrale, è Sattva, la sua funzione è l’illuminazione, la sua divinità è il fiioco.Il suo ingresso si colloca nel Muladhara chakra (sede della Kundalini), e a questo unisce il Sahasrara chakra sede del Dio Siva). E’ chiamata “sostenitrice dell’universo”, descritta sfolgorante e splendente si dice che sia il suono incarnato.

PINGALA

E’ la Nadi di destra, associata al sole, al maschile , calda, chiamata anche Surya Nadi (nadi del Solare), è l’HA di HATHA YOGA, io Yang, è Rajas. E’ in relazione con il flioco, con il principio del mutamento e della distruzione (che insieme alla creazione, determina l’esistenza del mondo). In relazione con il Purusa (maschio), e il Bindu, è la Nadi dove Prana e Citta scorrono in una corrente ardente. Collegata con il fiume YAMUNA, che confluisce con il GANGE. Termina nella narice destra e corrisponde al ganglio simpatico di destra.

 

Abbiamo parlato del Prana, ora possiamo addentrarci al Pranayama.

La parola Pranayama significa: controllo dell’energia vitale, attraverso il controllo del respiro, deriva da Prana=respiro e ayama=pausa, controllo, ritenzione

 

I testi antichi descrivono la respirazione in 3 atti:

INSPIRO = PURAKA
durante il quale si assorbe l’energia universale. E’ associato alla felicità, alla luce, alla vita, alla pienezza. Letteralmente significa: “l’atto del riempire”. Va eseguito lentamente, senza sforzi, profondo e completo, uniforme.

 

PAUSA – RITENZIONE = KUMBHAKA
letteralmente significa: “vaso” e può essere pieno o vuoto, ossia una ritenzione a polmoni pieni (Antara Kumbhaka) o polmoni vuoti (Bahya Kumbhaka).
Il primo sta a significare l’espansione della vita nell’organismo, il secondo rappresenta la morte simbolica dell’organismo, il vuoto, il nulla.
Il Kumbhaka, viene considerato la parte più importante del pranayama. Prima di iniziare a praticare questa fase, è necessaria un’adeguata esercitazione pratica su respiri senza ritenzioni.

 

ESPIRO = RECHAKA
è l’espulsione dell’aria impura mediante la quale si ha la possibilità di liberarsi dalle negatività. Associato alla tristezza ,all’abbandono, al buio, al vuoto, alla morte simbolica. Letteralmente è l’atto del vuotare; deve essere controllato, lento e dolce. Obiettivo del Pranayama è controllare, trattenere, contenere, sviluppare e riequilibrare le energie, attraverso la respirazione, Respiro significa Vita. Gli stimoli esercitati sui centri energetici (chakra) aiuteranno a sviluppare i poteri naturali dell’uomo e a renderlo capace di conquiste superiori, anche in campo spirituale. Per questo consigliamo di praticare con la massima concentrazione.

 

 

L’uomo può utilizzare ben 3 parti per respirare, nell’ordine:

– Area addominale

– Area toracica

– Area clavicolare

Per accorgersi con quale parte respiriamo di più poniamo le nostre mani una sull’addome e l’altra sul torace…quale si muove di più?

 

Un veggente Rishi disse: “Dio insuffiò nell’uomo il respiro della vita e questi divenne un anima”.
La respirazione e gli stati mentali, sono intimamente collegati.

Il respiro non è ritmico, ma è influenzato sia dalle circostanze, sia dalla tensione mentale.
Tutti noi, ci saremo resi conto di come il respiro diventi più superficiale, quando siamo agitati e nervosi, mentre quando siamo rilassati (o anche durante il sonno), o in concentrazione, il respiro si fa più profondo, lento e lungo.

 

“NON ESISTE AUSTERITA’ CHE PORTI PIU’ IN ALTO DEL CONTROLLO DEL RESPIRO, ESSO PURIFICA OGNI IMPURITA’ E ACCENDE LA FIAMMA DELLA CONOSCENZA”. (Vyasa)

 

GESTI DELLA DANZA DI BALI

 

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